FONTI DEL DIRITTO

L’espressione fonte del diritto ha un doppio significato: infatti si distinguono fonti di produzione e fonti di cognizione. Si parla di fonti di cognizione per indicare i testi che contengono le norme giuridiche. Nel progressivo svolgimento delle forme storiche del diritto, le norme non scritte(consuetudini), cedono il campo alle norme scritte(leggi, regolamenti), questo è giustificato dai caratteri di certezza, e precisione che sono propri del diritto scritto. Anche nel diritto romano possiamo ricordare le consuetudini, che successivamente lasciarono il posto alla legge pubblica, creata da appositi organi legislativi riuniti in comizi. Le fonti di produzione sono i meccanismi di produzione delle norme stesse. Quando si vogliono mettere in risalto i fattori che determinano il sorgere del precetto giuridico, cioè i bisogni economici, le esigenze reali, si parla di fonti materiali, quando, invece, si vogliono indicare i procedimenti che il contenuto della norma deve percorrere per ottenere il crisma della curidicità, si parla di fonti formali. Le fonti di produzione sono quattro, leggi, regolamenti, norme in materia di lavoro, usi. Le fonti del diritto si dispongono secondo una rigida scala gerarchica, al cui vertice stanno la Costituzione e le leggi costituzionali. La Costituzione, che è entrata in vigore il 1° gennaio 1948, contiene, nei principi generali(diritti e doveri dei cittadini) precetti e alcune solenni affermazioni di principio. Quindi la sua funzione è quella di assicurare alcuni valori fondamentali nello sviluppo di una società sempre in movimento. La legge costituisce la fonte più importante ed è la norma consacrata in una precisa formula espressa da speciali organi sovrani. La legge è espressione della volontà dello stato e contiene comandi generali e astratti. Tra le fonti normative rivestono importanza i codici, e i testi unici. Il testo unico è un riordinamento delle leggi già in vigore, fatto per facilitare la conoscenza e l’applicazione. I codici sono testi organici che hanno valore normativo di per se, senza riferimento a leggi precedenti. sono diretti a regolare tutto un vasto campo dell’attività giuridica. I regolamenti sono norme emanate dagli organi del potere esecutivo o da atre autorità nei limiti in cui è loro attribuita un’autonoma podestà in materia.  Parlando di norme di norme emanate dal potere esecutivo non dobbiamo confonderle con i regolamenti. I decreti legislativi d’urgenza e i decreti legge hanno la stessa forza della legge e come leggi vanno considerati nella gerarchia delle fonti, pur non essendo pur non essendo leggi formali, e possono a loro volta essere integrati da un regolamento. Il regolamento, per sua natura è subordinato all’atto legislativo. Per quanto riguarda gli usi come fonte del diritto, abbiamo visto che nel diritto moderno la legge ha acquistato valore prevalente, ma la consuetudine non ha perduto tutta la sua importanza. La consuetudine(o uso) ha, di particolare di non provenire da leggi dello stato, ma di essere una fonte di produzione spontanea del diritto, è una fonte non scritta, in quanto il ricordo del suo contenuto è affidato non a documenti ma alla tradizione. La consuetudine consiste nella ripetizione generale e costante di un determinato comportamento, compiuta con la convinzione di osservare una norma giuridica. Tornando alla legge quale fonte del diritto, dopo la sua promulgazione, con il quale il capo dello stato ne afferma l’esistenza e ne ordina l’esecuzione, viene pubblicata nella gazzetta ufficiale ed entra in vigore in tutto il territorio dello stato nel 15° giorno successivo a quello della pubblicazione. La legge può essere abrogata per dichiarazione espressa del legislatore o in seguito a referendum popolare, oppure può essere abrogata tacitamente, sia per l’incompatibilità con nuove norme o per l’incostituziolità. Particolare efficacia di fonti del diritto in materia economica è poi riconosciuta nel nostro ordinamento, così come in quello di tutti gli stati membri della cee., ai regolamenti dell’art.189 del trattato di Roma del 25 marzo1957. Questi regolamenti, nelle materie indicate dal trattato, sono infatti obbligatori in tutti i loro elementi e direttamente applicabili in ciascuno dei paesi della comunità.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: