Sistema AIDA – Sdoganamento telematico in procedura domiciliata per i regimi all’esportazione. Disponibilità del servizio per i soggetti AEO.

Secondo quanto stabilito dall’ultima circolare 22/D del 26 novembre 2009, il servizio di sdoganamento telematico per le operazioni in procedura domiciliata è disponibile H23 presso gli uffici che assicurano un’operatività estesa alle 24 ore.

Presso i rimanenti uffici, il servizio è disponibile dall’orario di apertura sino all’ora in cui termina l’operatività dell’ufficio controlli, anticipata di un numero di minuti pari a quelli del tempo di intervento – registrato sugli archivi di AIDA – relativo al luogo autorizzato indicato nella dichiarazione.

In ragione dell’affidabilità e del grado di responsabilità richiesto ed assicurato dall’AEO nell’espletamento delle formalità doganali, sono state apportate modifiche al sistema AIDA per consentire, a partire dal 3 luglio 2012, esclusivamente ai soggetti che abbiano ottenuto il rilascio della certificazione comunitaria AEO di beneficiare del servizio di sdoganamento telematico in procedura domiciliata per le operazioni di esportazione e di esportazione abbinata a transito tutti i giorni dalle 1.00 alle 24.00.

 

Si ritiene utile precisare che, in base a quanto già disposto, le merci selezionate per il controllo (esito della dichiarazione “non svincolabile”) devono restare nel luogo autorizzato sino all’intervento del funzionario doganale, di norma effettuato nella fasce orarie e nei giorni di operatività degli uffici di controllo.

Tenuto conto della vigente normativa comunitaria in materia di restituzioni all’esportazione, le dichiarazioni della specie possono essere trasmesse dai soggetti AEO al di fuori dell’arco temporale di operatività dell’ufficio controlli effettuando il preavviso, di cui alla nota 8867/SAISA del 25 gennaio 2011, nel termine ordinario di 24 ore.

Per quanto concerne gli aspetti procedurali per l’esecuzione dei controlli connessi all’ estensione della disponibilità del servizio per i soggetti AEO si rinvia a quanto disposto con apposita circolare della Direzione Centrale Accertamenti e Controlli in corso di adozione.

Fonte: Agenzia delle Dogane

Svizzera e Norvegia – Dati sicurezza si o no?

NO!
Come potrete leggere da questo documento informativo, “Security Amendment” , rilasciato a Berna dal Dipartimento federale delle finanze Svizzero e precedentemente sottoscritto a BRUXELLES, viene precisato che la Svizzera, grazie ai negoziati con la Comunità Europea, in ambito di sicurezza è equiparata a uno Stato membro UE considerando i propri stadard di sicurezza equivalenti a quelli comunitari. Analogamente lo stato della Norvegia ha agito in questi termini. Pertanto, alla luce di questo documento, sia la Svizzera compreso il principato del Liechtenstain e la Norvegia, non necessitano dell’indicazione nelle operazioni doganali dei NOIOSISSIMI DATI SICUREZZA escludendo quindi anche la compilazione delle DICHIARAZIONI SOMMARIE DI USCITA e di ENTRATA.

*.*.*A U G U R I di B U O N E F E S T E *.*.*

(dalla biografia di un grande Artista)
… Ho trovato un vecchio abbecedario nel cassetto della memoria, ho sfogliato le pagine cercando forme tra le parole, ho trovato sogni leggeri come nuvole estive che corrono veloci nell’immenso azzurro del cielo prendendo forme morbide, come sculture di zucchero filato.
Le lettere dell’alfabeto si rincorrono ordinate come un piccolo esercito di soldatini di piombo, sono parole che non fanno rumore, ma chiedono colore, disegno la A e nasce un nuovo sogno, il segno corre, crea una forma, si riempie di rosso, vicino c’è il giallo, poi il verde, intorno il blu, il sogno diventa quadro; le lettere perdono significato, i sogni sfumano, solo le immagini raccontano la loro storia, sono parole disegnate, parole colorate, parole rubate al quotidiano. Non c’è un motivo per illustrare l’abbecedario dei sogni, non c’è una ragione, solo il pensiero di entrare nei sogni, di perdermi per le strade della fantasia, girovagare senza meta alla ricerca di qualcosa di diverso cercando nuovi incontri: una sirena che cerca un cuore da rubare, un poeta che ha perso la penna e scrive con i petali di una rosa, un grande elefante che cerca la luna per tenerla solo per sé o un piccolo coniglio bianco che sogna Alice. Chiudere una porta della memoria per entrare nella via dell’infanzia e correre inseguendo un aquilone colorato rubato dal vento e gettato nel cielo come macchia di colore. Seguo una strada che non c’è, mi perdo nel labirinto dell’alfabeto, le lettere mi vengono incontro minacciose, poi soffio e scappano, entrano nelle pagine del libro, si nascondono e ferme aspettano di essere trovate, lette, rubate, di diventare parole. Chiudo l’abbecedario, lo ripongo nel cassetto, ma le pagine escono, hanno paura del buio, cercano la luce, il colore, la vita, vogliono sentire i rumori, la musica, vivere il tempo che passa e allora prendo il libro e lo lascio aperto sul davanzale e il vento tiepido della sera sfoglia le pagine facendole vivere. ….FRANCESCO MUSANTE…

Con questa bella storia di vita voglio augurare a tutti un FELICE NATALE e un 2012 pieno di soddisfazioni (Di questi tempi ce ne vuole!!!!!).
A PRESTO!

ESAME DOGANALISTI – AGGIORNAMENTO RISULTATI

Ciao a Tutti!
Ho avuto notizia che, purtroppo, la commissione esaminitrice non si riunirà prima della metà di gennaio 2012 per completare la correzione dei compiti scritti e dare il responso finale. Quindi anche gli orali subiranno un sicuro slittamento. Pertanto avete in pò di tempo in più per prepararvi alla fase orale. Un saluto a Tutti!

Fatture false: responsabile il trasportatore che vidima il documento fittizio

Fatture false: la responsabilità penale si estende anche al trasportatore che quietanza il pagamento del documento fittizio e attesta l’avvenuto trasposto dei beni

Con la Sentenza n. 35730 depositata il 03.10.2011, la Corte di Cassazione torna a pronunciarsi in materia di reati fiscali a seguito di emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. In particolare, la Corte ha riconosciuto la responsabilità di un trasportatore per concorso nella dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture false, se ha apposto la firma per quietanza del pagamento del documento fittizio e ha confermato l’avvenuto trasposto dei beni.

Fonte: Il Sole 24 Ore

P.E.C. Posta Elettronica Certificata

La posta elettronica certificata (PEC) è uno strumento che permette di dare, ad un messaggio di posta elettronica, lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale. La PEC può aggiungere inoltre la certificazione del contenuto del messaggio solo se in combinazione con un certificato digitale. La PEC non certifica l’identità del mittente, né trasforma il messaggio in “documento informatico”, se il mittente omette di usare la propria firma digitale.
La normativa sulla posta elettronica certificata attribuisce al CNIPA differenti compiti. In particolare indica tale soggetto come custode e gestore delle regole tecniche. È inoltre compito del CNIPA provvedere alla pubblicazione di aggiornamenti, in coerenza con gli standard specificati nella normativa di riferimento.
Il CNIPA, all’interno del proprio sito istituzionale, rende disponibile una apposita sezione riguardante la posta elettronica certificata, contenente una versione scaricabile di tutta la documentazione valida ai fini di legge e riguardante la PEC.
Funzionamento
:
Al momento dell’invio di una mail PEC il gestore PEC del mittente si occuperà di inviare al mittente una ricevuta che costituirà valore legale dell’avvenuta (o mancata) trasmissione del messaggio con precisa indicazione temporale del momento in cui la mail PEC è stata inviata. In egual modo il gestore del destinatario, dopo aver depositato il messaggio PEC nella casella del destinatario, fornirà al mittente una ricevuta di avvenuta consegna, con l’indicazione del momento temporale nel quale tale consegna è avvenuta. In caso di smarrimento di una delle ricevute presenti nel sistema PEC è possibile disporre, presso i gestori del servizio, di una traccia informatica avente lo stesso valore legale in termini di invio e ricezione, per un periodo di trenta mesi, secondo quanto previsto dalle normative sotto citate. Dal punto di vista dell’utente, una casella di posta elettronica certificata non si differenzia da una casella di posta normale; cambia solo per quello che riguarda il meccanismo di comunicazione sul quale si basa la PEC e sulla presenza di alcune ricevute inviate dai gestori PEC mittente e destinatario.
La posta elettronica certificata, infatti, per essere tale, deve seguire le regole fissate dal DPR 68/2005 e dalle successive regole da esso previste. Queste norme, insieme ad altre (in particolare il Codice dell’Amministrazione Digitale), ne stabiliscono la validità legale, le regole e le modalità di utilizzo. In particolare:
* Il servizio può essere erogato esclusivamente dai gestori accreditati presso il CNIPA che è l’organo pubblico preposto al controllo della posta elettronica certificata.
* Per la PEC devono essere usati domini dedicati (un dominio di PEC non contiene caselle email non-PEC).
Ogni gestore PEC nel rispetto della norma deve sottoporsi ad una serie di test d’interoperabilità, espressamente individuati e disponibili sul sito ufficiale del CNIPA. I test d’interoperabilità vengono eseguiti per valutare la correttezza tecnico/funzionale del servizio di PEC erogato dal gestore. Come indicato nella documentazione ufficiale sono presenti espliciti test per verificare l’invio e la ricezione con caselle di posta elettronica tradizionale. Si ricorda che le regole tecniche PEC, allegate al Decreto Ministeriale 2 novembre 2005, prevedono la gestione di messaggi di posta elettronica tradizionale, tanto che viene definita una apposita busta di trasporto atta a contenere e-mail provenienti da indirizzi di posta non PEC. Inoltre la ricevuta di accettazione, emanata all’atto dell’invio, evidenzia la tipologia di indirizzi di posta con apposite diciture (es. Posta Certificata – Posta non Certificata). Chiaramente, l’eventuale destinatario non PEC, pur ricevendo correttamente il messaggio, non sarà in grado di generare gli avvisi di avvenuta/mancata consegna.
VANTAGGI
Il servizio PEC, per sua stessa natura, mostra una serie di vantaggi rispetto alla raccomandata con ricevuta di ritorno tradizionale. I principali sono:
* Ogni formato digitale può essere inviato tramite posta elettronica certificata;
* I messaggi possono essere consultati da ogni computer connesso a internet;
* Certificazione degli allegati al messaggio;
* L’avvenuta consegna della mail viene garantita, nel caso non sia possibile consegnare il messaggio l’utente viene informato;
* Le ricevute di consegna hanno validità legale;
* Tracciabilità della casella mittente e conseguentemente del suo titolare (se il titolare è stato identificato con certezza);
* Vi è certezza sulla destinazione dei messaggi;
* L’invio dei messaggi può avere costi inferiori a quello delle raccomandate. Per una giusta valutazione deve essere preso in considerazione il costo di invio di una raccomandata cartacea tradizionale, che cresce in funzione del numero di pagine e del peso del plico, e il numero di comunicazioni inviate annualmente. Queste informazioni devono poi essere comparate con le tariffe del gestore PEC, che solitamente rende disponibile una casella PEC con un costo calcolato su base annuale. Solitamente una volta pagato il canone annuale l’utente può inviare un numero illimitato di messaggi PEC. Va anche calcolato il total cost of ownership del servizio legato alle necessità di storage locale, backup, indicizzazione e retrieval delle ricevute, specie in grandi organizzazioni che generano rilevanti quantità di corrispondenza;
* Elevati requisiti di qualità e continuità del servizio. I service Level Agreement (SLA) di legge prevedono una disponibilità del servizio del 99.8% su base quadrimestrale. Gli SLA della disponibilità del servizio PEC non valgono per la connettività. In altri termini, i server del gestore PEC possono essere disponibili nel 99,8% dell’anno, ma la connettività per raggiungerli (offerta da una terza parte) potrebbe avere SLA differenti;
* Obbligo da parte del gestore di archiviare tutti gli eventi associati ad invii e ricezioni di messaggi PEC, per un periodo di trenta mesi;
* Obbligo da parte del gestore di applicare le procedure atte a garantire il rispetto delle misure di sicurezza previste dal Codice dei dati personali e la sicurezza della comunicazione.
* In seguito alle verifiche effettuate in virtù della Circolare 7 dicembre 2006, n. 51, illustrate nel paragrafo “Il quadro normativo di riferimento”, i servizi di posta elettronica certificata resi disponibili dai gestori iscritti nell’elenco pubblico risultano interoperabili. Questo significa, ed è un presupposto della PEC, che due utenti appartenenti a differenti gestori possono scambiare e-mail certificate con le stesse garanzie di due utenti appartenenti allo stesso gestore.
SVANTAGGI
* Attualmente la PEC non è uno standard internazionale, rappresentando quindi un insieme di regole e norme italiane. Inoltre, altre tecniche di firma digitale e di tracciamento della consegna analoghi, come RFC 3798, sono già disponibili per le email tradizionali da diversi anni.
* Il caos delle leggi italiane, che prima parlano di obbligatorietà per tutti, poi fanno marcia indietro, poi dicono nuovamente che è obbligatoria ed infine – dando ragione in sintesi a chi, in nome della giusta neutralità tecnologica e del libero mercato, da tempo sostiene che la normativa che vuole imporre il sistema di posta elettronica certificata[5] viola la legislazione comunitaria – hanno reso non obbligatoria l’adozione della PEC, comportando una battuta d’arresto nell’adozione del sistema. Il 19 gennaio 2009, infatti, l’articolo 16 del Decreto Legge 185/2008 ha subito, in fase di conversione in legge[6], modifiche rilevanti che rendono non più obbligatoria la PEC per cittadini, liberi professionisti e aziende, qualora essi abbiano a disposizione un analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle comunicazioni e l’integrità del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilità con analoghi sistemi internazionali.
Si ricorda infatti che l’infrastruttura PEC fornisce piena prova della consegna di un messaggio al destinatario, certificandone data e ora, ma anche l’intero contenuto, protetto da una firma digitale basata su certificati attendibili e riportato – per esteso o per tramite dell’impronta crittografica – nelle ricevute.
* PRIVACY E SICUREZZA
La conservazione per 30 mesi delle ricevute includono anche l’intero messaggio e suoi eventuali allegati che sono in chiaro cioè ne più e ne meno come quelli della normale raccomandata inseriti nella “busta di trasporto” “firmata digitalmente” almeno per tutto il periodo previsto, contrariamente alla raccomandata che viene trattenuta dall’ufficio postale il tempo stabilito dal regolamento postale e poi restituita integra al mittente a compiuta giacenza. Non è stabilito dalla normativa che fine faccia tutta la corrispondenza PEC dopo i trenta mesi. Il gestore PEC è l’unico ad avere le credenziali per aprire “la busta di trasporto” con tutto il suo contenuto. La capienza contratualizzata delle caselle di posta impongono severi limiti alla libera circolazione della corrispondenza, nella normativa non esiste cenno a cosa accada se la serie di messaggi PEC superano la capienza della casella acquistata sia quella del mittente che quella del ricevente. Tecnicamente, poiché la PEC si basa sulla tecnologia della posta elettronica, se la casella del destinatario è piena riceveremo – in luogo della ricevuta di avvenuta consegna – un messaggio di errore che ci informa, con la relativa diagnostica, dell’impossibilità di consegnare il messaggio.
* La normativa italiana richiede che una azienda, per diventare gestore del servizio PEC, debba superare una apposita procedura di accreditamento [7]. Il servizio può infatti essere erogato esclusivamente dai gestori accreditati presso il CNIPA, che è l’organo pubblico preposto al controllo della posta elettronica certificata. Un soggetto per diventare gestore PEC deve presentare domanda al CNIPA e rispettare precisi vincoli tecnici e organizzativi. Tra i più stringenti in termini economici è l’articolo 14 del Decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005 n.68, che riporta al punto 3: «I richiedenti l’iscrizione nell’elenco dei gestori di PEC diversi dalle pubbliche amministrazioni devono avere natura giuridica di società di capitali e capitale sociale interamente versato non inferiore a un milione di euro». Questo rende tale ruolo solo alla portata di poche imprese di grosse dimensioni e grossi fatturati, escludendo di fatto dal mercato le piccole imprese di hosting, inducendo potenzialmente una devianza del libero mercato a favore di grosse imprese che in mancanza di concorrenza (né italiana né ovviamente straniera, visto che la PEC non esiste fuori dall’Italia) potrebbero vendere il servizio PEC facendo in futuro una politica dei prezzi da regime di quasi monopolio.
Peraltro si osserva che la responsabilità che grava sul gestore è elevata: un errore nell’identificazione di un soggetto, oppure una “falsa” ricevuta potrebbero cagionare danni gravissimi. Per questo il soggetto gestore deve dimostrare una solidità finanziaria sufficiente a garantire la propria solvibilità in casi di questo genere. Difficilmente un piccolo operatore potrebbe essere affidabile per l’utenza, dato che potrebbe “sparire” dopo aver causato un danno. Sul fronte della concorrenza è da notare che allo stato (Settembre 2009) l’elenco pubblico dei gestori di PEC operativi conta oltre 20 soggetti. Il prezzo di acquisto di una casella PEC ammonta a pochi euro all’anno. Sembrerebbe che i timori iniziali sulla mancanza di concorrenza siano eccessivi, mentre la diffusione della PEC favorirà il sorgere di nuove applicazioni, con benefiche ricadute sull’intero settore.
È comunque prevista, come specifica il punto 3.1 della circolare CNIPA/CR/51, la modalità di vendita dei servizi di PEC attraverso canali commerciali, anche avvalendosi del supporto di terzi. In questo caso è necessario che le modalità di vendita siano conformi alle prescrizioni di legge e che il rapporto contrattuale sia sempre posto in essere tra il titolare della casella PEC ed un gestore.

SONO UFFICIALMENTE UN DOGANALISTA!!!!!

L’AGENZIA DELLE DOGANE EMANA:

Visto il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia doganale approvato con
D.P.R. 23 gennaio 1973, n.43 ed in particolare gli articoli 50, 51 e 52 che dettano le norme relative agli esami per il conseguimento della patente di spedizioniere doganale;
Visto il Testo Unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello
Stato, approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957, n.3 e successive modificazioni;
Visto il D.P.R. 3 maggio 1957, n.686;
Visto il D.P.R. 28 dicembre 1970, n.1077;
Visto il D.P.R. 9 maggio 1994, n.487 e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 3 luglio 1999, n.300;
Visti gli articoli 6 e 7 della legge 25 luglio 2000, n.213;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165;
Vista la determinazione direttoriale prot.4601/ACGT del 21 luglio 2005, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale – 4^ serie speciale – n.76 del 23 settembre 2005, con la quale sono stati indetti gli esami per il conseguimento della patente di spedizioniere doganale;
Vista la determinazione direttoriale prot. 9728/ACGT del 19 ottobre 2006 e succesive
modifiche di nomina delle commissioni esaminatrici degli esami per il conseguimento della patente di spedizioniere doganale;
Visti i verbali delle medesime commissioni esaminatrici;
Viste le determinazioni direttoriali di esclusione dalla partecipazione all’esame per il
conseguimento della patente di spedizioniere doganale di taluni candidati non in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla citata determinazione direttoriale prot.4601/ACGT del 21 luglio 2005;
Ravvisata l’opportunità di definire la posizione dei candidati esclusi, che abbiano intentato
ricorso avverso i relativi provvedimenti, all’esito dei giudizi medesimi;
Visto l’articolo 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n.244;

ADOTTA LA SEGUENTE DETERMINAZIONE:
Articolo 1
E’ approvato il seguente elenco dei candidati riconosciuti idonei agli esami per il
conseguimento della patente di spedizioniere doganale indetti, ai sensi dell’articolo 50 del T.U.L.D., con
determinazione direttoriale prot. 4601/ACGT del 21 luglio 2005 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.76
– 4^ serie speciale – del 23.09.2005:

N°32 BUCCHI EMANUELE 28.01.1978

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