L’OBBLIGAZIONE TRIBUTARIA DOGANALE

l’imposta è la prestazione pecuniaria dovuta allo stato o ad un altro ente pubblico, per il suo fabbisogno finanziario. Quindi l’imposta è un prelievo coattivo attuato dallo stato. Fra lo stato e i contribuenti servono reciproci legami che formino il contenuto di un particolare rapporto giuridico che è il rapporto di imposta, il cui contenuto è il debito d’imposta. I suoi elementi costitutivi sono i soggetti (attivo e passivo) il presupposto e l’accertamento. Questi sono i concetti generali del rapporto d’imposta, che si articola in aspetti diversi per quanto riguarda l’ordinamento doganale. Tra le diverse situazioni passive che costituiscono il contenuto del rapporto doganale, particolare rilievo viene dato all’obbligo del pagamento dei tributi da parte del soggetto passivo. Questo obbligo costituisce la cosiddetta obbligazione tributaria doganale(art.34-39 t.u.l.d.). Il presupposto per l’obbligazione tributaria è: per le merci estere la destinazione al consumo nel territorio doganale italiano, per le merci nazionali o nazionalizzate, invece, presupposto dell’obbligazione tributaria è la loro destinazione al consumo fuori dal territorio doganale, cioè all’estero. Il sorgere dell’obbligazione è collegato all’esistenza di una dichiarazione, infatti l’obbligo del pagamento dei diritti nasce alla data di accettazione apposta sulla dichiarazione dall’ufficio doganale. Il presupposto tributario trova due limiti spaziali che lo precisano: la linea doganale, formata dalla linea di confine con gli altri stati e dalla linea del mare; il territorio doganale, comprensivo del mare territoriale e dello spazio aereo sovrastante il territorio statale. Il soggetto passivo del rapporto doganale è colui che trovandosi in una particolare posizione nei confronti di una merce, il cui movimento attraverso la frontiera è suscettibile di controlli e di vincoli doganali, è sottoposto ai poteri dell’amministrazione doganale, poteri in forza dei quali il soggetto è tenuto a determinati comportamenti. È quindi la posizione nei confronti delle merce, e non la effettiva proprietà di essa, che crea nel soggetto passivo gli obblighi che scaturiscono dal rapporto doganale. Quindi il termine proprietario che viene usato ha un significato diverso da quello tradizionale. Proprietario è colui che presenta la merce alla dogana, oppure la detiene al momento del passaggio della linea doganale. Quindi sono obbligati al pagamento dell’imposta sia il proprietario, sia tutti i soggetti per conto dei quali la merce è stata importata o esportata. Oggetto dell’obbligazione tributaria doganale è il pagamento di determinati tributi, i diritti doganali. Questi sono i diritti che la dogana è tenuta a riscuotere in forza di una legge, in relazione alle operazioni doganali. L’accertamento doganale è un procedimento amministrativo costituito da più fasi, con il quale gli organi doganali verificano il sussistere di determinate condizioni e l’adempimento, da parte del proprietario della merce e le formalità prescritte dalla legge. Per l’introduzione di merci estere nel territorio doganale, la loro circolazione e la loro immissione in consumo. Glie elementi per determinare l’accertamento in base alla legislazione doganale sono quattro. La quantità, la qualità, l’origine e il valore imponibile della merce. La quantità costituisce uno degli elementi di identificazione delle partite di merci oggetto dell’accertamento doganale. Alla qualità della merce è legata l’applicazione di tutte le numerose disposizioni che regolano il movimento delle merci da e per l’estero(tariffa doganale). L’origine è importante ai fini dei differenti regimi tariffari nei confronti dei paesi esteri o a seguito dei trattati internazionali, ed è essenziale ai fini dell’applicazione dei tributi. Il valore imponibile deve essere fondato sul valore reale della merce alla quale si applica il dazio e quindi deve essere fondato sui valori arbitrali o fittizi(reg.cee 1224/80). La riscossione dei diritti si effettua presso gli uffici doganali, il pagamento può anche essere differito nei 30 g.g. successivi alla data di registrazione della bolletta doganale. Se non vengono versati i diritti relativi a bollette registrate, la dogana procede alla riscossione coattiva a mezzo ingiunzione.

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Una Risposta

  1. la ringrazio per i complimenti! Per quello che mi chiede, le consiglio di tenere sotto stretto controllo i siti dell’agenzia delle dogane, dell’Entrate ed il sito del consiglio nazionale spedizionieri doganali. Già nelle Home page di queste piattaforme trova sempre le ultimene novità, leggi, decreti, circolari ect. in materia di scambi internazionali e materia tributaria, scaricabili anche in pdf. Poi, all’interno del sito del consiglio nazionale sped.dog., trova anche una serie di pubblicazioni acquistabili, che le possono dare un possibile aiuto su ciò che le interessa. Ultimamente, questo a mio titolo di curiosità ma che poi si è rivelato utile, mi sono iscritto alla newsletter del governo, della pubblica amministrazione e del ministero del commercio estero, notizie interessanti e che ci rendono l’attulità sull’attività di governo anche in termini di scambi internazionali.
    spero di esserle stato ancora utile e con l’occasione cordialmente la saluto.

    p.s. i link dei siti:
    http://www.agenziadogane.it
    http://www.agenziaentrate.it
    http://www.cnsd.it

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