I FATTI E GLI ATTI GIURIDICI

Sono fatti giuridici, tutti quegli avvenimenti che producono effetti rilevanti per il diritto. Quindi fatti giuridici si definiscono come quelli accadimenti, naturali o umani, ai quali l’ordinamento ricollega la produzione di effetti giuridici. Cioè la costituzione, la modificazione, o l’estinzione di rapporti giuridici. Per esempio la nascita è un fatto al quale la legge collega l’esistenza di molti diritti; l’accordo in cui consiste il contratto di compravendita è un fatto al quale la legge riconosce la conseguenza, molto importante, del trasferimento di proprietà dall’uno all’altro contraente, cioè la modificazione soggettiva di un diritto. I fatti giuridici possono essere sia accadimenti naturali(es. nascita di frutti su di un albero)sia fatti compiuti consapevolmente e volontariamente dall’uomo. Di conseguenza possiamo distinguere: i fatti giuridici in senso stretto e sono quei fatti in cui manca del tutto la volontà umana, dagli atti giuridici posti in essere consapevolmente e volontariamente dall’uomo. A sua volontà gli atti giuridici si distinguono in atti leciti, (conformi all’ordinamento giuridico) e atti illeciti. Il fatto giuridico costituisce l’elemento dinamico e si presenta come il fattore vitale che fa muovere il mondo giuridico. Generalmente gli atti giuridici in senso stretto si suddividono in : atti materiali, che consistono in una diretta modificazione materiale del mondo esterno, e in una dichiarazione che sono tutti gli atti posti in essere volontariamente, diretti a manifestare il pubblico pensiero, uno stato d’animo, la propria volontà, come la dichiarazione di scienza e le dichiarazioni di volontà o negozi giuridici. Particolare rilievo, per il diritto, viene dato allo spazio e al tempo, che più che fatti giuridici veri e propri, vanno considerati modi di essere dei fatti giuridici. Il tempo rappresenta la dimensione temporale in cui si realizza il fatto giuridico, mentre il luogo costituisce la dimensione spaziale in cui si collega il fatto giuridico. Il tempo viene misurato per mezzo di un calendario comune. Il decorso di un determinato periodo di tempo. Insieme con altri elementi può dar luogo: all’acquisto di un diritto o all’estinzione. Nel primo caso possiamo prendere in considerazione l’usocapione come modo di acquisto di un diritto, nel secondo caso abbiamo l’istinto della prescrizione e della decadenza. La prescrizione costituisce un importante modo generale di estinzione dei rapporti giuridici per inerzia del titolare del diritto. Infatti secondo l’art. 2954, ogni diritto si estingue per prescrizione quando il titolare non l’esercita per un periodo di tempo determinato dalla legge. Non sono però soggetti alla prescrizione i diritti indisponibili e gli altri diritti indicati dalla legge. La decorrenza consiste nella perdita della possibilità di esercitare un diritto per il mancato compimento di una determinata attività, o di un dato atto, nel termine perentorio stabilito dalla legge. Quindi il fondamento della decadenza, a differenza della prescrizione, non risiede nel fatto soggettivo dell’inerzia del titolare, ma nel fatto oggettivo del mancato esercizio del diritto nel tempo stabilito.

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